L'aspetto e l'aviazione
Riflessioni in Back Galley

La prigione della bellezza? – L’aspetto e il mondo dell’aviazione

It is very little to me, to have the right to vote, to own property, etcetera, if I may not keep my body, and it’s uses, in my absolute right

Stone in Wolf, The Beauty Myth

La cura del proprio aspetto (il grooming), nel mondo dell’aviazione ha un ruolo cruciale, soprattutto per il personale di cabina.

Ogni compagnia aerea impone le sue regole, che possono essere più o meno ferree, a seconda di come vogliono comunicare il loro brand; attraverso:

  1. Colori: come il colore delle scarpe, calze, rossetto, smalto e accessori; a volte colore dei capelli (molte compagnie vietano il rosso acceso)
  2. Look: capelli più o meno lunghi per gli uomini; con i senza barba, capelli sciolti o raccolti
  3. Altezza

 

La cura di sé, che prevede di presentarsi in ordine, tuttavia, ancora oggi è erroneamente confusa con la bellezza.

 

Quante volte hai sentito dire:

“Ho volato con la compagnia aerea X e le hostess erano tutte brutte e vecchie”

 

Come se l’essere belle e giovani desse un valore aggiunto alla professione.

Come se in caso di emergenza, ti traesse in salvo la bellezza della hostess.

1. Gli assistenti di volo devono essere belli?

Alla domanda su Quora “Le assistenti di volo devono essere per forza belle”, le risposte:

Così come in passato, oggi ci sono ancora compagnie che rafforzano la loro immagine aziendale vendendo ai clienti (passeggeri) la bellezza e lo stile di vita (il lifestyle) dei loro assistenti di volo.

Basti pensare ad Emirates o Qatar che oggettificano il loro personale, che deve essere bello, giovane, in forma e con uno stile di vita unico, per esprimere il lusso dei loro servizi.

Per far ciò, le hostess e gli steward sono sottoposti ad un’attenta selezione e a lezioni di trucco (per le ragazze) con prodotti e colori specifici.

La Singapore Airlines, chiede alle sue assistenti di volo di scegliere un’acconciatura tra treccia, chignon e french twist (a seconda di cosa dona di più), di abbinare l’ombretto e il rossetto alla divisa.

Solo di recente la Cathay Pacific ha garantito alle dipendenti la possibilità di indossare pantaloni dopo le lamentele dovute all’impossibilità di svolgere compiti, come mettere le valigie nelle cappelliere, con quelle gonne troppo corte.

La stessa Ryanair ha introdotto l’opzione pantalone solo nel 2020, dopo numerose petizioni.

2. You’re the face of the company – Sei l’immagine della compagnia

“Sei l’immagine della compagnia” è la frase che accompagna gli assistenti di volo per tutta la loro carriera.

Un aspetto curato, l’uniforme pulita e stirata, buona igiene personale sono di certo un fantastico biglietto da visita per il dipendente e per la compagnia aerea e quindi è giusto rispettarle.

Tuttavia, le regole di bell’aspetto non devo essere confuse con una ricerca spasmodica di ragazzi e ragazze che siano belli, giovani e magri, come fosse un’agenzia di moda.

Alcune compagnie aeree sono ancora, purtroppo, legate all’immagine tradizionale delle hostess come un oggetto utilizzato per promuovere l’immagine aziendale.

Così come, lo sono i passeggeri.

A tal proposito non perderti:

l'aspetto

3.Grooming o Bellezza?

Come è possibile che alcune compagnie non si lascino andare a regole più morbide che permettano agli assistenti di volo una maggiore libertà nell’aspetto fisico?

Come è possibile che ancora oggi la bellezza fisica debba essere un criterio di selezione per una professione il cui fine ultimo è la sicurezza dei passeggeri?

 

Le compagnie aeree americane, come Delta, American e United sono un esempio positivo dimostrando che l’affermazione del brand non è direttamente proporzionale alla sensualità dei loro dipendenti.

Chiedono, infatti, di rispettare le regole di buon costume, ovvero: presentarsi con la divisa pulita e stirata, look professionale e buona igiene. I loro standard di bellezza non richiedono alcun make up, che è totalmente facoltativo.

Altre compagnie come Alitalia, Lufthansa, KLM forniscono le opzioni vestito – gonna – pantalone che gli assistenti di volo possono scegliere di indossare.

 

Questi sono fantastici esempi di come la libertà individuale e l’immagine aziendale convivano alla grande, senza oggettificare, senza sessualizzare i propri dipendenti per fare marketing.

 

4. In cabina con le sneakers?

SkyUp Airlines, una compagnia aerea ucraina privata ha detto basta a gonna e scarpe col tacco ed ha introdotto pantaloni e sneakers bianche.

 

Una trovata rivoluzionaria, di grande modernità che ha collezionato non poche critiche da coloro che sono legati alla tradizionale immagine dell’assistente di volo in mise sensuali e poco pratiche.

 

Una vera svolta per le dipendenti finalmente sono libere di camminare in cabina comodamente evitando pericolose cadute in caso di turbolenza (quante volte ti capita?)

5. La CROWN Act

La CROWN Act (Creating a Respectful and Open World for Natural Hair) è una legge nata dal movimento iniziato dall’azienda DOVE che tutela il diritto delle persone di colore di non essere discriminate a causa dei loro capelli (treccine, capelli al naturale…), presente in 11 stati degli Stati Uniti, ma ancora non passata in Senato.

 

Molte compagnie aeree dovrebbero imparare dalle campagne americane per cercare di accettare nel loro equipaggio dipendenti con diversi tipi di capelli, aggiustando le loro regole di grooming a per essere più inclusivi!

Nel mondo dell’aviazione questo risultato è tuttavia ancora lontano: è solo da pochi anni che mi è stato permesso indossare una cosa nonostante i capelli ricci! Puoi crederci?

 

6. La soluzione è nella scelta

Il mondo dell’aviazione è molto eterogeneo: diverse culture, diverse origini, stili di vita.

Ci sono dipendenti che si sentono a proprio agio con le regole che impone la compagnia, ma ci sono altri che non riescono a esprimere sé stessi, la propria personalità e la propria identità di genere sentendosi intrappolati in una menzogna.

La soluzione sarebbe lasciare ai dipendenti e alle dipendenti la scelta di cosa indossare e di come esprimere al meglio la propria identità professionale.

 

Tu cosa pensi?

 

Mi piacerebbe sapere la tua opinione a riguardo.

Scrivila nei commenti!

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