l'assistente di volo
Curiosità sul mondo degli assistenti di volo

Da Hostess a Assistente di volo – 80 anni di Storia

“I urge the people of the United States to observe that day with appropriate ceremonies and activities designed to recognize the important role flight attendants play in enhancing the safety and convenience of our Nation’s air transportation system”

Geroge W. Bush

La professione di assistente di volo nasce in seguito alla diffusione dei primi veicoli aerei: siamo negli anni 20 del Novecento.

All’inizio è il co-pilota ad occuparsi dei bisogni del passeggero, oltre ad assistere il comandante.

 

non sopportano

1. Il primo assistente di volo era un uomo

Sapevi che il primo assistente di volo era uomo?

E’ la Western Air  che assume personale di bordo per la prima volta, uno Steward.

Il suo compito è quello di servire i passeggeri, assisterli durante l’imbarco, aiutarli con le valige ed assicurarsi di riporre i sigari nel contenitore adeguato.

 

Clancy Bouvier - Assistente di Volo

2. Anni 30 – Le prime Stewardess

Negli anni 30 la United Airlines è la prima compagnia ad aver dato alle donne l’incarico di occuparsi dei passeggeri, ma devono possedere la qualifica da infermiere.

La loro condizione lavorativa, però, non è delle migliori: vengono trattate molto male dagli uomini a bordo, che si arrogano il diritto di rivolgere loro parole poco carine, mancando di rispetto alla loro autorità.

Inoltre, la compagnia aerea che le ha assunte ha la libertà di terminare il contratto in caso di matrimonio o gravidanza.

Durante la Seconda Guerra Mondiale le infermiere sono più richieste negli ospedali che su aerei di linea.

Sono nuovamente sostituite da uomini.

Fonte: https://www.cntraveler.com/story/a-timeline-from-stewardess-to-flight-attendant

3. Anni 40 – Da infermiere a Fashion Icons

Una svolta per professione, che pian piano prende forma nella figura che conosciamo oggi.

Alle hostess vengono dati più compiti: come tenere in ordine la cabina, spolverare, svuotare i cestini e addirittura aiutare a rifornire l’aeromobile.

E’ durante questi anni che le uniformi, da funzionali, diventano simbolo di eleganza e sofisticatezza

Iconica è la divisa disegnata dallo stilista hollywoodiano Howard Greer, la TWA Suit.

Da quel momento, l’industria delle uniformi da hostess fa passi da gigante: le compagnie aeree cominciano a gareggiare per il primato dell’uniforme più bella, elegante e glamour.

A metà degli anni 40 le condizioni di lavoro cominciano ad essere guardate con occhio critico dalle dipedenti: la prima Airline Stewardess Association è fondata.

4. Anni 50 – Le Single Ladies più desiderate

La professione acquista popolarità.

Da un lato, le hostess sono viste come emblema di uno stile di vita lussuoso, icone di bellezza ed eleganza; visitano luoghi lontani, conoscono il mondo.

Dall’altro, il crescente interesse da parte dei passeggeri, porta le compagnie ad inasprire le policy sull’assunzione e il pre-pensionamento, per assicurarsi di avere delle dipendenti sempre belle e giovani. Le assistenti di volo lavoravano fino a 31 anni (o al massino 35). 

Nonostante le clausole sul matrimonio fossero abolite, le compagnie preferiscono donne nubili nel loro organico.

 

Un aneddoto che dimostra l’importanza del loro aspetto: Muffett Webb, una collega di 22 anni, vince il primo concorso di Miss Skyway nel 1956.

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5. Anni 60 – Tua moglie lo sa che voli con noi? – Pan Am

Le compagnie cominciano a capire che la bellezza, l’eleganza, la classe delle loro dipendenti è addirittura un’arma che possono utilizzare per attirare la clientela, spazzando via la concorrenza.

Di conseguenza, i regolamenti sul pre-pensionamento diventano sempre più rigidi cosicché le hostess possono continuare ad accendere le fantasie degli uomini, che scelgono la compagnia aerea in base alle dipendenti più belle.

In quegli anni, le divise diventano sempre più “sexy”: lo stilista Emilio Pucci disegna l’uniforme per Braniff.

6. Anni ’70 – “Sono Cheryl, volami

Anni bui per la dignità delle nostre colleghe: da un lato, cercano di far sentire la loro voce cercando di far abolire le policy sull’età; dall’altro, le compagnie accorciano sempre di più le loro gonne.

Le donne continuano ancora ad essere licenziate in caso di gravidanza.

Sono gli anni in cui le hostess della Southwest Airline indossano pantaloncini sempre più corti e la National Airlines spende $9.5 milioni per la campagna ”I’m Cheryl, fly me” e più tardi per la campagna “I’m going to fly you as you’ve never been flown before.

Scandalosa e sessista come poche; la campagna aumenta il traffico di passeggeri del +23%.

7. Anni ’80 – Un punto di svolta?

Negli anni 80 i viaggi aumentano, le compagnie aeree abbassano i prezzi e lottano per l’egemonia sui mercati; non si occupano più ossessivamente dell’aspetto delle dipendenti.

Si cominciano a formare assistenti di volo, non importa se uomini o donne. Tuttavia, la prevalenza di donne nella professione si fa ancora sentire: con 19.3 uomini su 100 donne.

Anche le uniformi diventano funzionali.

8. Anni 90 – Assistente di volo

Negli anni 90 la professione di assistente di volo come la conosciamo prende forma.

Una figura professionale che si occupa principalmente della sicurezza del passeggero a bordo, oltre che al suo benessere.

Il valore di questa professione è ricordato nelle parole del Presidente George W. Bush che istituisce la giornata Flight Attendant Safety Professionals’ Day il 19 Luglio.

Colloquio da assistente di volo

 

Certo, la figura dell’assistente di volo non si è spogliata dei pregiudizi e dei luoghi comuni costruiti negli anni in cui il ruolo della donna era marginale o funzionale all’attrazione del consumatore maschio.

Lottiamo ancora oggi per sottolineare l’importanza di questa professione, al di là del nostro genere, del nostro aspetto, della nostra età.

E per il futuro?

Non è ancora certo come cambierà il ruolo di assistente di volo, per ora l’importante è ritornare a volare.

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2 commenti

    • Ella

      Esatto, le compagnie aeree forniscono le divise da assistente di volo.
      Le compagnie di bandiera hanno una divisa per la stagione fredda e una per l’estate.
      Le compagnie low-cost, come la Ryanair, solo una per tutto l’anno. Ovviamente danno sempre 5 o 6 ricambi di camice

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